Ancor più in ragione che la gran parte dei manifestanti ha rinunciato ad un giorno di riposo o ad un giorno di ferie per portare in piazza, il disagio, la rabbia, la frustrazione e la demotivazione che anima la polizia penitenziaria.
Oltre alle rivendicazioni generali oggi i poliziotti penitenziari della Puglia hanno manifestato anche per sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica rispetto alle condizioni di lavoro e alle condizioni di detenzione che si registrano negli istituti penitenziari della regione.
«Mi pare di poter dire – conclude Sarno – che le criticità più evidenti in Puglia (dove si registra un sovraffollamento medio pari al 62,4%) attengono agli Istituti di Lecce dove sono presenti 1321 detenuti a fronte dei 659 previsti (146 % sovraffollamento) e Bari dove sono reclusi 545 detenuti per un massimo di 296 (84,12 di sovraffollamento) e Foggia dove i detenuti sono 696 a fronte dei 403 previsti (72,70% sovraffollamento).
Nonostante questa disponibilità e questi sacrifici il personale comunque deve subire anche la beffa di non vedersi riconosciute le proprie spettanze economiche; lo straordinario non viene pagato da tre mesi e da ben un anno si attende il pagamento delle missioni».